29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Fusione Bpvi e Veneto Banca

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, salvataggio sempre più difficile e a rischio bail in

Bruxelles alza il prezzo del salvataggio delle due banche venete e chiede un miliardo di euro in più agli investitori privati. Ma è escluso un altro intervento del Fondo Atlante

L'ad di Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola. (© ANSA/MATTEO BAZZI)

VICENZA – Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca vacillano, ancora una volta, sul baratro del bail in. E la strada per la loro messa in sicurezza si fa sempre più irta e piena di insidie. Soprattutto ora che Bruxelles, come riferiscono fonti Reuters, avrebbe alzato l'asticella del prezzo del salvataggio chiedendo oltre un miliardo di euro in più ai privati. La notizia è rimbalzata su tutti i giornali nelle scorse ore come un tam tam ed è stata ripresa anche dal Sole 24 Ore. La Commissione Ue non sembra disposta a concedere il via libera agli aiuti di Stato e alla ricapitalizzazione precauzionale propedeutica alla fusione dei due istituti di credito se non dopo il versamento di un (altro) obolo da un miliardo di euro a garanzia della sostenibilità finanziaria delle due banche venete a fronte di ingenti perdite imminenti. Ma dovranno pensarci i privati. E non sarà affatto facile.

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Bruxelles alza il prezzo delle due banche venete
Bruxelles alza l'asticella del prezzo del salvataggio delle due banche venete. E non è una novità. Aveva fatto lo stesso quando dovette decidere l'importo dell'aumento di capitale del Monte Paschi Siena per assicurare la salvezza alla banca più antica del mondo, portandolo a quota 5 miliardi di euro. Allora, però, la situazione di Mps non sembrava così compromessa come quella della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Uno dei problemi più gravi delle due banche venete, infatti, sono le svalutazioni sui circa 20 miliardi di crediti deteriorati che giacciono nella loro pancia. Sofferenze bancarie svalutate rispettivamente del 62% per la Popolare di Vicenza e del 59% per Veneto Banca. E in parole povere significa che per liberarsi di questa zavorra le due banche perderanno tanti, tanti soldi.

Troppe perdite in vista per Bpvi e Veneto Banca
La svalutazione, e quindi la conseguente perdita, era già attesa. Ma la legislazione europea impone il divieto degli aiuti di Stato perciò a coprirla dovranno essere soprattutto investitori privati. A quanto risulta dalle indiscrezioni, il prezzo del salvataggio delle due banche venete dovrebbe continuare ad aggirarsi intorno ai 6,4 miliardi di euro, ma la novità è che Bruxelles avrebbe fatto lievitare proprio il contributo dei privati di un altro miliardo di euro riducendo, invece, quello dello Stato da 4,7 miliardi a 3,7 miliardi. Questo miliardo privato aggiuntivo sarebbe il frutto di un compromesso fra le richieste delle autorità comunitarie e quelle del governo italiano. I soldi dovranno quindi arrivare tempestivamente da azionisti e obbligazionisti, ma non sarà affatto facile.

Il 'niet' della Bper
E un altro intervento del Fondo Atlante, già impegnato sul fronte Mps, è da escludersi a priori. Come pure un intervento di altri istituti di credito nazionali. «Siamo alle battute iniziali ma io credo che il sistema bancario italiano abbia già pagato molto per cercare di sostenere le situazioni di difficoltà e credo sia molto difficile andare a trovare nuovi spazi", così l'amministratore delegato della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Alessandro Vandelli, ha sciolto ogni dubbio in merito all'ipotesi di far intervenire il Fondo volontario di tutela dei depositi, e quindi le banche, per iniettare altro capitale privato nelle due banche venete. «Credo che oggi il sistema bancario italiano sia solido, ma ha già pagato un prezzo molto elevato e quindi non so dirvi quali spazi ci possono essere, credo molto ridotti», ha aggiunto, a margine della presentazione delle iniziative per i 150 del gruppo bancario emiliano. «Comunque non ci hanno contatto», ha concluso Vandelli. E alle due banche venete, ora come ora, non resta che sperare negli investitori stranieri.