23 maggio 2017
Aggiornato 10:30
L'attacco durante un incontro all'Università di Bologna

Prodi sbugiardato da una studentessa: ha svenduto l'Italia, riconosca i suoi errori

Invitato a un incontro su Europa e futuro organizzato dalla rete Rethinking Economics Italia all'Università di Bologna, il professore è stato attaccato da una studentessa che gli ha chiesto conto di riconoscere gli errori fatti

BOLOGNA - Romano Prodi messo di fronte alle sue responsabilità. Invitato come relatore a un incontro su Europa e futuro organizzato dalla rete Rethinking Economics Italia all'Università di Bologna, il professore è stato attaccato da una studentessa che gli ha chiesto conto di riconoscere gli errori fatti, prima come presidente dell'IRI e poi come presidente del Consiglio e della Commissione europea.

Il j'accuse della studentessa contro il professore
«Faccio parte di quella che oggi viene definita Generazione Erasmus, educata con la favola di un'Europa di cooperazione e obiettivi comuni, ma in realtà si tratta della generazione dei disoccupati e dei lavoratori poveri» attacca la ragazza. Solo l'1% degli studenti italiani partecipa in realtà a progetti di mobilità, mentre gli altri si trovano in situazioni di precarietà o disoccupazione». «Lei, da presidente dell'IRI, ha svenduto il patrimonio economico italiano a società private e ha partecipato in prima persona alla nascita dell'euro, prima come presidente del Consiglio e poi come presidente della Commissione Europea. Non si è battuto per cambiare i criteri scellerati del trattato di Maastricht, nei quali l'Italia non rientrava. E sotto il suo governo fu firmato il pacchetto Treu che diede inizio alla precarietà italiana». «Questa Europa - ha proseguito la studentessa - non è un'Europa che lei può definire 'non sua'. Io non le chiedo di candidarsi, come molti stanno facendo, voglio chiederle di riconoscere almeno gli errori fatti e soprattutto di condannare le politiche neoliberiste che ci hanno portato a questa situazione».

Prodi: il problema? Un capitale sempre più mobile e un lavoro che resta fisso
Un j'accuse pesantissimo rivolto a Prodi, che ha risposto così: «Anche se lei mi chiedesse di candidarmi, non lo farei. Quindi non si preoccupi». E poi: «Lei dice di fare parte della Generazione Erasmus ma come rimedio vuole ripristinare le frontiere, mi pare strano. Questa sarebbe la fine non solo dell'Europa ma anche dei nostri Paesi. Se siamo in questa situazione - ha ribattuto l'ex premier - non è a causa dell'Unione Europea ma di un capitale assolutamente mobile e di un lavoro che invece rimane fisso».