23 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Il lato oscuro della sharing economy

L'ad di Uber nella bufera dopo il video in cui litiga con un autista

Travis Kalanick, co-fondatore della app, ha scritto ai dipendenti dopo l'accaduto: «Dire che mi vergogno è dire poco. Il mio lavoro di leader è quello di guidarvi e si comincia dal comportarsi in un modo che possa rendervi tutti fieri. Non è quello che ho fatto»

WASHINGTON – Uber è redditizia solo per sé stessa, e gli autisti stanno andando in bancarotta a causa di alcune scelte aziendali: è quanto si è sentito rimproverare Travis Kalanick, amministratore delegato e co-fondatore della app che fa concorrenza ai taxi, da un autista Uber che ha accusato l'azienda di avergli fatto perdere 97mila dollari.

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«Prezzi bassi per salvare l'azienda»
Il conducente, Fawzi Kame, molto cortese e professionale dopo aver terminato la corsa si è presentato al suo «datore di lavoro» lamentando un numero troppo elevato di «concorrenti interni». Kalanick ha prima provato a sviare chiedendo se l'autista avesse letto «le ultime mail», ma l'autista lo ha subito fermato: «Sì parlavano solo di rating. Il problema vero è che state pretendendo standard sempre più elevati e abbassate i prezzi». Il manager ha ammesso di aver abbassato il costo delle corse, ma ha rivendicato queste scelte come una «salvezza» per l'azienda che altrimenti sarebbe stata spazzata via dal mercato dai tanti concorrenti.

"La gente non si fida più di voi»
L'autista però non ci sta più a farsi raccontare frottole e a un certo punto sbotta: «La gente non si fida più di voi. Pensi che qualcuno investa ancora nel comprare un auto, forse sono ancora disposti a farlo se paghi tu la fattura. Nessuno vuole più farlo per voi. Ho perso 97mila dollari per colpa vostra. A causa vostra sono in bancarotta... cambiate le regole ogni giorno». L'ad di Uber ha replicato con freddezza, prima di scendere sbattendo la porta: «Fesserie. C'è gente alla quale non piace prendersi la responsabilità per le caz... che fanno. Danno la colpa sempre a qualcun altro. Buona fortuna!». L'ultima battuta è del guidatore che ricambia l'augurio aggiungendo sarcastico: «Auguri anche a te, anche se so che non andrai lontano».

"Dire che mi vergogno è dire poco»
Dopo la diffusione del video Kalanick si è scusato per quanto detto. In una email indirizzata ai dipendenti dell'azienda, il manager ha scritto: «Dire che mi vergogno è dire poco. Il mio lavoro di leader è quello di guidarvi e si comincia dal comportarsi in un modo che possa rendervi tutti fieri. Non è quello che ho fatto, si tratta di un comportamento che non trova giustificazioni».