23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Mercato automobilistico

Bye-bye Panda dal 2020. Marchionne: «Trump? Riporta in Usa ciò che appartiene agli Usa»

L'amministratore delegato di Fiat Chrysler, in una conferenza stampa al salone dell'auto di Ginevra: «Lo stabilimento di Pomigliano è capace di fare vetture molto più complesse». Sul nuovo inquilino della Casa Bianca il manager non si sbilancia: «Bisogna valutare con molta obiettività le sue richieste»

GINEVRA - La Panda non sarà più prodotta in Italia a partire dal 2020, ha annunciato l'amministratore delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, in una conferenza stampa al salone dell'auto di Ginevra. «Lo stabilimento di Pomigliano - ha sottolineato - è capace di fare vetture molto più complesse della Panda».

"Devo rimanere per forza"
Quel modello verrà assemblato altrove, probabilmente in Polonia, ha detto il manager: «La prossima versione della Panda - ha aggiunto - andrà a finire altrove. Arriverà intorno al 2019-2020, io non ci sarò». L'italo-canadese infatti ha spiegato di restare al vertice di Ferrari fino al 2021, ben oltre l'uscita da Fca che è prevista nel 2018: «Se voglio prendere l'ultima parte dell'incentivo - ha sottolineato Marchionne - devo rimanere per forza. Siccome non mi pagano un tubo, almeno prendo gli incentivi. Il mio termine finale è nel 2020-21».

"L'Alfa ha un grande futuro"
Quanto ai modelli Alfa Romeo, per il manager questi hanno un «grande futuro» e nel 2018-2019 si vedranno i risultati dell'operazione di rilancio del brand: «L'Alfa ha un grande futuro - ha detto Marchionne - e i risultati arriveranno nel 2018-2019. E' stato un grande sforzo: siamo contenti di quanto fatto con Giulia e Stelvio, ora completeremo la gamma». Parlando di affari americani invece l'ad ha spiegato di non essere troppo preoccupato dalle dichiarazioni di Donald Trump, perché il presidente degli Usa vuole semplicemente «riportare in America quello che appartiene all'America». Sull'ipotesi di una eventuale fusione con General Motors «ora è meno desiderabile», perchè l'accordo Psa-Opel ha modificato le possibili sinergie, ha spiegato il manager: «Adesso le sinergie sono cambiatequindi lo renderebbe meno desiderabile. Abbiamo perso il 20% delle sinergie che avremmo avuto con Gm».