22 maggio 2017
Aggiornato 23:00
Cyber security

L'Italia è uno dei paesi più hackerati d'Europa, le aziende sono a rischio

Nel 2016 oltre 1000 attacchi hacker hanno danneggiato aziende italiane e secondo l'esperto sicurezza dobbiamo imparare a difenderci: «Costa poco proteggersi, però costa tanto quando si viene attaccati».

MILANO - E' l'Italia il Paese europeo che subisce più attacchi informatici. E nel mondo i crimini di questo tipo sono in forte aumento. Ancora tanti oggi usano le tecnologie informatiche senza un'adeguata protezione in una Rete sempre più piena di trappole. Se ne è parlato al Security Summit di Milano, che ha affrontato problemi e possibili soluzioni per un fenomeno, i cyber attacchi, che nel 2017 è previsto ancora in crescita, con un boom di minacce per i dispositivi mobili e di "malware" studiati su misura per rendere più difficile l'identificazione attraverso i tradizionali antivirus.

Nel 2016 oltre 1000 attacchi hacker contro aziende italiane
Nel 2016 sono stati 1.050 gli attacchi che hanno provocato danni significativi per le aziende, con perdita di reputazione del marchio, della fidelizzazione dei clienti e delle opportunità di business. Ma proteggersi, per le aziende, è un costo. Ne vale la pena? Lo abbiamo chiesto a Valerio Pastore, presidente e fondatore di Boole server: «Assolutamente sì, ne vale la pena. Perché oggi per le aziende che subiscono attacchi informatici di grande entità, come è successo per la Apple, significa perdita di credibilità, perdita finanziaria, ci sono anche aziende il cui il titolo in borsa è crollato dopo azioni di hackeraggio dei propri sistemi. Costa poco proteggersi, però costa tanto quando si viene attaccati».

L'Italia è uno dei paesi più hackerati d'Europa
E le piccole aziende? «Le piccole aziende devono cominciare a proteggersi. Ci sono strumenti che permettono di proteggere i file, le e-mail in particolare, che sono le più attaccate, con pochissimi e irrisori investimenti rispetto a quello che potrebbe succedere in caso di attacchi». Anche per l'uso domestico della tecnologia l'esperto offre dei consigli: «Sicuramente l'antivirus è la prima soluzione. L'antimalware uguale. Ma nello stesso tempo bisogna stare attenti a quello che si fa. Dove si naviga, dove si scrive, che cosa si conferma, quali sono i siti che si vanno a visitare. Non bisogna credere a tutto e bisogna evitare posti sconosciuti». L'Italia è ancora impreparata da questo punto di vista e diventa uno dei bersagli preferiti. «Ci sono milioni di casi che avvengono in Italia, tra l'altro è uno dei Paesi più attaccati d'Europa».