29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Intervista al Prof Baglioni

Le banche italiane? Sono fatte di «nebbia», ma ecco come difendersi

Una nebulosa disinformazione bancaria caratterizza il rapporto tra gli istituti di credito del Belpaese e i loro clienti. E a farne le spese sono, troppo spesso, proprio questi ultimi

ROMA – Il rapporto tra le banche italiane e i loro clienti è caratterizzato da una nebulosa disinformazione. L'informazione finanziaria messa a disposizione dei risparmiatori, infatti, raramente li mette in condizione di operare scelte consapevoli. A volte è poca, altre troppo tecnica e fuorviante. Il risultato è che i clienti spesso ci rimettono, come dimostrano alcuni arcinoti fatti di cronaca recente. E la responsabilità non è solo dei bancari e dei banchieri.

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Le banche italiane? Sono fatte di nebbia
Cosa hanno in comune un automobilista che deve guidare in una giornata invernale in Val Padana e un cliente che si appresta a investire in banca i propri risparmi? Entrambi sono costretti a fare i conti con la nebbia. E' questa la metafora utilizzata dal Professor Angelo Baglioni, docente di Economia Politica presso l'Università Cattolica di Milano nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, nel suo ultimo libro che è eloquentemente titolato proprio «Banche di nebbia». Il testo affronta in maniera scrupolosa il problema della disinformazione finanziaria che affligge il rapporto tra gli istituti di credito del Belpaese e i loro clienti. L'informazione offerta ai risparmiatori è infatti inadeguata a far sì che scelgano in maniera consapevole come investire il loro denaro. Lo dimostrano episodi arcinoti di cronaca recente come quello che ha coinvolto i 132mila azionisti e obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara che con il bail in hanno perso tutti i loro risparmi. Noi del Diariodelweb abbiamo raggiunto telefonicamente il professor Baglioni per capirne di più e offrire ai nostri lettori degli utili strumenti per tenere (finalmente) al sicuro il loro denaro.